Aggiornamenti da UniQure sulla terapia genica con AMT-130

Aggiornamenti da UniQure sulla terapia genica con AMT-130

Riportiamo la sintesi dell'aggiornamento ufficiale sulla prima sperimentazione con terapia genica per la malattia di Huntington da parte dell’azienda UniQure, con sedi negli Stati Uniti e in Olanda.

Premessa: le proteine sono elementi strutturali e funzionali di tutti gli organismi viventi. La terapia genica consente di correggere la produzione di una proteina difettosa o assente, oppure di ridurre la produzione di una proteina che causa una patologia. La terapia genica di UniQure si avvale di un virus ritenuto non patologico (AAV, un virus adeno – associato) per introdurre nel nostro cervello dei geni che producono piccole molecole (microRNA) in grado di abbassare i livelli di huntingtina, la proteina che, se mutata, causa la malattia di Huntington.

La fase I/II della sperimentazione con terapia genica (molecola denominata AMT-130) dell’azienda UniQure inizierà negli Stati Uniti nella seconda metà del 2019. Potranno partecipare persone sintomatiche con una mutazione di 44 CAG o più, che siano in fase iniziale di malattia e di età compresa tra i 25 e i 65 anni.

AMT-130 viene somministrato una sola volta.

Lo studio testerà due dosaggi del farmaco, uno più basso e uno più alto, cominciando da quello più basso. Verranno reclutati 26 pazienti, di cui solo 16 riceveranno il trattamento, mentre gli altri 10 riceveranno placebo. Lo studio è in doppio cieco: né i partecipanti né i ricercatori sanno a quale dei due gruppi verranno assegnati i pazienti. AMT 130 verrà somministrato, attraverso una procedura neuro-chirurgica eseguita in anestesia totale, in due specifiche regioni del cervello: il caudato e lo striato. Verranno praticati dei piccoli fori nel cranio e il farmaco verrà inserito tramite un micro catetere. Questa procedura verrà eseguita a tutti i pazienti, anche a quelli che non riceveranno il farmaco. Lo studio durerà 18 mesi, ma sono previste visite di controllo per i successivi cinque anni.

Si tratta di uno studio di fase I/II rivolto ad un numero molto esiguo di pazienti: questo vuol dire che si vuole testare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco, non ancora la sua efficacia.

L’efficacia si valuterà su un numero maggiore di pazienti in una successiva fase III, se le prime due avranno dimostrato la sicurezza e a tollerabilità di AMT-130.

Nostre considerazioni 

I comunicati sono necessariamente sintetici e possono, pertanto, apparire talvolta carenti di dettagli. Ci permettiamo, a titolo esemplificativo e perché sia chiara a tutti la complessità di questo avveniristico studio, di inserire a margine alcune considerazioni:

1. Si tratta di una terapia sperimentale di grande speranza perché, almeno nel modello animale studiato (maialini geneticamente modificati) ha ridotto i livelli della proteina mutata (ma anche di quella "buona", non mutata) più di ogni altra strategia di "huntingtin lowering" (talvolta definita non correttamente "silenziamento genico").

2. Viene eseguita con un numero di 2-6 fori attraverso il cranio per raggiungere una parte profonda del cervello, che è particolarmente colpita nella malattia (caudato e putamen).

3. Nell'animale di laboratorio è stato eseguito un unico intervento bilaterale, cioè due interventi neuro-chirurgici (uno per lato del cranio): sarà cosi' anche nelle persone che si sottoporranno alla terapia sperimentale.

4. Chi parteciperà alla sperimentazione, inclusi i 26 prescelti nella fase I/II, non potrà più partecipare ad altre terapie sperimentali, neppure farmacologiche, perché l'intervento neuro-chirurgico rappresenta un criterio di esclusione per la partecipazione agli studi clinici. 

5. Gli eventuali effetti collaterali non potranno essere contrastati, perché il virus iniettato continuerà il suo lavoro all'interno delle cellule nervose.

Avremo modo di affrontare tutti questi aspetti in occasione del Convegno Annuale LIRH del prossimo 14 Dicembre 2019, in cui avremo ospite la dott.ssa Pavlina Konstantinova, Vice Presidente NTTD (New Therapeutic Target Discovery), Research di UniQure.

 

In allegato, la comunicazione ufficiale di UniQure.

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